Il paese è in provincia di Agrigento, circa a metà di una linea ideale che collega Palermo con Agrigento, nell’area orientale della zona di insediamento degli antichi Sicani. È posto ad una altezza di 732 m. sul livello del mare in un territorio ricco di acqua, oliveti, mandorli, meli, peschi, delle enormi distese di pino, coronato dalle vette del Monte delle Rose (m. 1436), del Pizzo Catera (m. 1192), Pizzo Stagnataro (m. 1346), Pizzo della Rondine (m. 1246), Pizzo Castelluccio (m. 1011), Pizzo San Calogero (m. 967), non lontano dal Monte Cammarata (m. 1580).

A Santo Stefano Quisquina sorgono il Platani, il Magazzolo, il Turvoli, che trascinano numerosi frammenti di quarzo, agate e diaspri. I primi dati certi sulla sua esistenza risalgono al XIII sec., legando poi la sua storia alle baronie dei Caltagirone e dei Ventimiglia, che fecero costruire importanti opere quali la Chiesa Madre, il Castello Baronale, la Fontana di Piazza Castello a quattro vasche e la chiesa dell'Eremo della Quisquina. Il territorio ha una vocazione agro - zootecnica che attualmente trova riscontro nel numero di capi ovini (14000), bovini (1000), caprini (1000), che producono una adeguata quantità di prodotti caseari apprezzati in tutta la Sicilia e non solo. Di antica origine e rinomata fattura è l’artigianato, presente nei settori del legno, del ferro, del vetro, del marmo, della pelletteria, del ricamo, dei fuochi d'artificio, dei prodotti alimentari, dei manufatti in calcestruzzo, ecc.. Sono presenti uno sportello del Banco di Sicilia e uno della banca di Credito Cooperativo di S. Biagio Platani. A Santo Stefano Quisquina si trovano l’Istituto Onnicomprensivo di Scuola Materna, Elementare e Media, e, come istituti superiori, il Liceo delle Scienze Sociali, il Liceo Socio - psico - pedagogico e l’Istituto Magistrale. Nel territorio, in località Pietranera, hanno sede i campi sperimentali della Facoltà di Agraria.