I CONTI NON TORNANO (e l'acqua nemmeno!)

LA CAPO FAVARA È ASCIUTTA - IL LIVELLO DEL POZZO PIEZOMETRICO SI È ABBASSATO. MENTRE, NELLA GESTIONE DEI POZZI MARGIMUTO DA PARTE DELLA SANPELLEGRINO SPA, LA NOSTRA ACQUA VIENE SACRIFICATA ALLE LOGICHE DEL PROFITTO CONTRO QUELLE DELLA TUTELA DEGLI EQUILIBRI IDROGEOLOGICI E DEL BENE COMUNE.

Ciò denota una situazione di emergenza grave perché conferma l'interferenza dei pozzi Margimuto con la grande sorgente. Ci pare di tornare a 25 anni fa (1982) allorché la Capo Favara, anche allora, si essiccò a causa dell'emungimento di 40 litri di acqua al sec. dai pozzi Montecatini che, poi, dopo una protesta popolare, furono chiusi per inconfutabile interferenza dimostrata dal Prof. Livio Trevisan. Anche le sorgenti delle zone Realtavilla e Voltano sono diminuite di portata.

Dopo quanto messo in rilievo con il manifesto del 23/06/07, desideriamo portare all'attenzione dei cittadini quanto segue:

Le 2 concessioni regionali di emungimento dai pozzi Margimuto, pari a litri 10 al secondo (di litri 5,58 con decreto assessoriale n. 1152 del 21/10/03 e altri litri 4,42 con con decreto n. 292 del 21/03/06), confrontate con le pubbliche dichiarazioni della Sanpellegrino Spa di produrre 46.000 pezzi l'ora (in bottiglie da 2 litri) ci fanno trarre le seguenti, elementari, deduzioni:

DUNQUE:

Il quantitativo di 46.000 pezzi l'ora, di cui ha parlato l'amministratore delegato della Sanpellegrino, corrisponde a ben 92.000 litri l'ora (46.000 x 2 litri) ed è pari al prelievo di 25,55 litri di acqua al secondo. Quantità più che doppia rispetto a quella autorizzata con i decreti assessoriali. Stante così le cose, nella gestione dei pozzi Margimuto da parte della Sanpellegrino Spa.

Dunque: La società concessionaria, autorizzata per 10 litri al sec., ne preleverebbe 25,55.

Si può, forse, spiegare così il volume di traffico di decine di autocarri che trasportano continuamente acqua verso i depositi della grande distribuzione.

Pertanto, noi cittadini abbiamo il diritto di sapere:

(Analoghi problemi sono ben espressi dall'interrogazione parlamentare dell'on. Angelo Lomaglio rivolta al Ministro dell'Ambiente, e di cui cui si attende esito).

Nell'esprimere ancora la nostra preoccupazione per la vita dell'acquifero, invitiamo i cittadini a stare all'erta e a difendere l'acqua, bene pubblico primario, non lasciandosi fuorviare da quanti sostengono una falsa e temporanea prospettiva di sviluppo, a vantaggio di pochi, a danno di un patrimonio prezioso che appartiene al presente e al futuro di tutti.

 


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